CANNES, 16 MAG - Non si puo' far finta di non sapere: il cinema, con coraggiosi documentari d'inchiesta, sempre piu' spesso sta nella realta'. E il festival di Cannes da tempo ne e' vetrina privilegiata. Sono passati i film di Michael Moore (Fahrenheit 9/11 nel 2004 vinse la Palma d'oro), quello di Al Gore sul disastro climatico An inconvenient truth (Una scomoda verita') nel 2006, quello su Alexander Litvinenko, l'ex spia russa uccisa dal polonio radioattivo che nel 2007 la vedova Marina presento' tra le lacrime. Oggi la ribalta e' per due titoli che stanno facendo la fila fuori dalle sale di proiezione: c'e' il primo film sulla crisi globale, Inside Job di Charles Ferguson, e c'e' il primo film sulle armi nucleari, Countdown to zero di Lucy Walker. E non sono gli unici perche' alla Quinzaine des realizateurs anche Cleveland versus Wall Street di Jean Stephanie Bron non scherza. ''E' molto difficile cambiare la mentalita' delle persone, ma ci dobbiamo provare anche con il cinema che ha un potere enorme. Dopo aver visto Countdown to zero non puoi far finta di niente'', e' venuta a dire dalla Giordania la regina Noor sottolineando il ''ruolo modesto, molto modesto'' che ha avuto per questo film, oggi proiezione speciale fuori concorso al festival, ma per supportare il quale si sta spendendo molto. ''Follia estremistica, incidenti, calcoli sbagliati possono portare alla distruzione del mondo in qualunque momento. Ogni uomo, donna o bambino vive sotto una spada di Damocle nucleare, appeso a un filo che puo' essere tagliato. Le armi di guerra devono essere abolite prima che aboliscano noi'': lo diceva John Kennedy nel '61 e oggi e' diventato il manifesto di Globalzero, il movimento internazionale che si propone di sensibilizzare il mondo all'eliminazione delle armi nucleari. Countdown to Zero e' il loro primo risultato, perche' dopo che hai visto come e' facile per i paesi procurarsi l'uranio arricchito, dopo che hai saputo che puo' passare indenne ad ogni detector se e' protetto dai container che a migliaia solcano ogni giorno la rotta navale dei commerci, dopo che sai che tra Georgia, Iraq, Afghanistan e stati limitrofi prolifera da anni un paradiso per i trafficanti di ogni sorta, uranio compreso, ''sai - ha detto la regina Noor - che c'e' una sola scelta da fare: abolire quelle armi e senza eccezioni''. Lucy Walker che ha realizzato il film, premiata gia' al Sundance e a Berlino, ha lavorato con un team che comprende molti realizzatori di An Inconvenient Truth. Jimmy Carter, Tony Blaire, il capo dell'ufficio operativo Cia Valerie Plame Wilson, Mikhail Gorbaciov intervengono, mentre in inglese e' Gary Oldman a dare la voce. Tra i credits del film c'e' The History Channel e questo fa sperare che si possa vedere in tv in Italia presto. Inside Job, che e' prodotto da Sony Pictures Classics, potrebbe anche affacciarsi nelle sale. C'e' la voce di Matt Damon a raccontare come si stia nella peggiore crisi finanziaria dal 1929. Cifre, grafici, documenti per spiegare come la deregulation del settore finanziario sin dai ruggenti anni '80 abbia avviato la crescita incredibile di un'industria che Charles Ferguson non esita a definire criminale. Nel caso di questa crisi, spiega Ferguson, nessuno e' andato in prigione malgrado una frode che ha causato perdite di oltre 20 trilioni di dollari e la perdita per milioni di persone di case e lavoro. ''Spero che questo film - ha detto il regista gia' nomination agli Oscar (per No end in sight) - riesca a mostrare la natura e le cause di questo crack. Spero che, al di la' delle singole opinioni, dopo aver visto il film si possa essere d'accordo sull'importanza del recuperare definitivamente l'onesta' e la stabilita' del nostro sistema finanziario e di ritenerci responsabili''. Inside Job mostra le cause del crack nelle corrotte relazioni che hanno visto coinvolti politici, governanti e esperti economici. ''Informazione ed educazione - conclude la regina Noor - sono gli unici modi per essere tutti piu' consapevoli''. (ANSA). domenica 16 maggio 2010
CRISI ECONOMICA E DISARMO, FESTIVAL FA POLITICA
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento