(ANSA) - CANNES, 15 MAG - La prima parte di 'Kaboom', il nuovo film di Gregg Araki che il Festival di Cannes propone oggi nella collocazione 'trasgressiva' della Mezzanotte, sembra la parodia delle serie tv americane sui teenager. Lo studente Smith (un nome degno del Signor Rossi) e' un felice abitante del campus: flirta con Stella, va a letto con London, sogna un'avventura con il suo compagno di stanza Thor, muscoloso surfista d'animo semplice. Ma una festa a base di allucinogeni, alcool e trasgressioni precipita Smith in un universo parallelo dominato da incubi, misteriose presenze (la bella rossa che lo visita in sogno), visioni futuristiche che cambiano il tono del film in un trip fantascientifico in cui ogni eccesso e' permesso, anzi voluto. Dopo due film di buona qualita' ma piu' 'normali' tra cui il molto applaudito 'Misterious Skin', il piu' indipendente dei cineasti americani ritorna alle sue origini visionarie e regala alla Croisette il primo momento realmente divertente e libero dalle convenzioni narrative correnti. A seguire le buffe incertezze amorose di Smith e compagni si ride molto, soprattutto se si hanno in mente i bersagli satirici del regista, ovvero l'infinita sequenza di serie tv sulle giovani generazioni con cui i grandi network americani hanno invaso l'etere in questi anni. Nella seconda parte invece - volutamente sganciata dalla prima e totalmente visionaria fino all'implausibilita' narrativa - siamo dalle parti di David Lynch e dei suoi incubi a occhi aperti. La citazione non Š involontaria, perch‚ lo stesso Araki racconta: ''Quando ero un ragazzo sono rimasto profondamente scosso dalla visione di 'Twin Peaks' che ha poi influenzato le mie prime prove e la mia fantasia creativa. Quella scena post punk, quella musica che per la prima volta irrompeva nelle case degli americani, metteva in discussione l'idea stessa delle convenzioni sul cinema e la tv di consumo. Inutile dire che dirigendo 'Doom Generation' ci ho pensato e ho provato ad avere la stessa liberta' d'approccio. Oggi sono meno naif e non pretendo di fare un film dallo stesso impatto, ma vorrei che si dicesse che da domani siamo in grado di mettere in scena la 'generazione Kaboom'''. Titolo di per se' incomprensibile e non spiegato, ma sicuro slogan di successo, tanto che per una volta viene da scommettere che un film indipendente e trasgressivo come questo puo' diventare un oggetto di culto e un fenomeno di massa. Almeno tra quei ragazzi a cui e' esplicitamente dedicato. Tutti i fantasmi dell'universo eterosessuale, le paure e le attrazioni di quello omosessuale trovano posto in 'Kaboom' che e' una autentica jam session delle passioni e dei tabu' normalmente lasciati dal cinema fuori dalla porta, al massimo accennati. Ma la sorpresa e' che Gregg Araki ritorna questa volta con un tono leggero e una levita' da commedia che rende innocenti anche le scene di sesso piu' brucianti ed esplicite. Sicch‚ se di scandalo qualcuno certamente parler… (ma al nudo esplicito, anche maschile sono tutti abbastanza vaccinati) non si potr… negare a 'Kaboom' di aver accoppiato scandalo e risate con elegante dosatura e una certa innocenza adolescenziale che non guasta nel programma impegnato e serioso del 63mo festival. (ANSA).
sabato 15 maggio 2010
CANNES: RISATE LIBERATORIE E SCANDALOSE CON ARAKI
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento